anonymous
2009-01-28 03:05:05 UTC
A volte gli eventi più travolgenti della vita si presentano senza il minimo preavviso e in un attimo ti ritrovi trascinato in una situazione che ti ferisce, ti fa riflettere, ti fa maturare… È un istante che entra arrogante nella tua giornata, per scuoterti e farti capire quanto sei fragile e impotente di fronte all’immensità del tutto, quanto sei davvero amato dalle persone che ti circondano e, soprattutto, quanto sei prezioso agli occhi di Colui che ti ha protetto per l’ennesima volta, con ineffabile amore, sussurrandoti: “Non dubitare mai del Mio affetto per te… vai e racconta di come ti ho salvato la vita!”.
Non dimenticherò mai la grazia che Dio mi ha concessa la sera del 22 gennaio 2009, quando dopo aver rischiato la vita, ho riscoperto l’onnipotenza del Re che è fedele nonostante la nostra debole, precaria e incostante dedizione…
…
Il lungomare di Francavilla, a sud di Pescara, sembrava già celare un presagio inquietante. Mentre il mare ruggiva al peso della pioggia, le auto strisciavano silenziose, velate di buio. Ed io ero lì, per l’ennesima volta, pronto a sfidare quel patetico paesaggio. La mia meta era raggiungere la fermata dell’autobus, caldo rifugio che mi avrebbe condotto in chiesa… Eppure quella sera la mia benedizione dovevo riceverla altrove, proprio ai piedi di quella fermata, sotto gli occhi stupiti dei passanti… Ecco che in un attimo credevo di sognare mentre l’ultimo stentato spasmo della mente disegnava l’immagine del mio corpo sfidato da una macchina scura… Apro gli occhi. Le gambe non si muovono. La testa grida. Il cuore combatte. Le labbra pregano… le auto passano ignave oltre il mio corpo languente, mentre decine di sconosciuti cercano di salvarmi dall’asfalto che cerca di seppellirmi sotto un pantano insanguinato… Sono vivo. Riesco a parlare. Ora muovo anche le gambe. A breve arriverà l’ambulanza. Prendo coraggio… Mentre la barella sfreccia via verso il pronto soccorso, mi scopro incapace di pensare, di preoccuparmi, di gioire, di piangere… riesco solo a invocare il Medico dei medici… Sono all’ospedale. Mi osservano. Mi analizzano. Mi visitano… Niente. Nessuna emorragia. Nessuna lesione. Nessun ematoma. Nessun livido. Nessun graffio. Niente al di fuori di un ragionevole taglio alla testa. Niente… Mi tranquillizzo. Ringrazio Dio. Penso che in fondo non deve essere stato un impatto violento. Avrò perso conoscenza per lo spavento, niente di più… Mentre sensazioni ancora indefinite mi attraversano repentinamente, so dei miei genitori. Stanno arrivando. Un amico li accompagna. Anzi due… Quando entrano sono nel corridoio, in un letto mobile. Io pallido. Loro commossi. Parliamo. Mia madre: “Hai battuto la testa contro il parabrezza. Hai spaccato il vetro entrando quasi per metà all’interno dell’auto… Si sono meravigliati tutti, anche i medici…” … Grazie Signore.